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giovedì 26 luglio 2012

Ulteriori concetti strumentalizzanti

A pagina 58 del testo 'Il Dio Alieno della Bibbia' dell'Autore Mauro Biglino, si fa riferimento - a proposito dell'analisi sui Nephilìm - ad autori come 'Von Daeniken, HANCOCK, BAUVAL, Faiia, Collins, ecc.' in relazione alla costellazione dell'Orione identificata come possibile luogo di origine degli alieni che intervennero, presuntamente, sul nostro pianeta.

E' la prova diretta dell'arbitrarietà di certe affermazioni in ambito 'sitchiniano'. Rientra perfettamente nella critica di AM portata all'impianto bibliografico dell'Autore in questione.

Hancock e Bauval non hanno mai ipotizzato provenienze aliene.

A riprova vi è l'espressione dello stesso Bauval riportata a pagina 7 dell'ultimo testo 'Il Codice Egizio' editori TEA del 2007 su cortese licenza de Il Corbaccio. Testo che riporto fedelmente. In merito al mistero ancora insoluto sulla connessione stellare della 'bibbia di pietra' come vengono definite in ambito avanguardista le Tre Piramidi di Al-Jizah, egli scrive:

'...e dal momento che questo fondamentale argomento d'indagine è rimasto completamente ignorato per così tanto tempo, non sorprende che RICERCATORI INESPERTI, DILETTANTI, FANATICI, CIARLATANI abbiano sfornato teorie su teorie, alcune semplicemente ridicole, altre FOLLI. Eccone alcune:
- le piramidi furono costruite dagli abitanti (...) di Atlantide
- vennero erette da una civiltà tecnologica ora scomparsa grazie alla levitazione
- erano centrali di energia
- ricevitori elettromagnetici per comunicazioni interstellari
- VENNERO COSTRUITE DAGLI ALIENI...'

Per Bauval sono solo ed esclusivamente 'specchio del Duat' e prova indiscutibile delle capacità d'indagine astronomica degli Antichi forti della conoscenza profonda inerente i meccanismi Precessionali; per Hancock, stessa visione, esiste ulteriormente la possibilità di connessione con superciviltà provenienti dalla perduta Atlantide e dunque di esistenza di quest'ultima. Rimangono i 'soliti' come Von Daeniken e in parte Colin Wilson.

E' inaccettabile da parte di Autori quotati distorcere a proprio uso testi che dichiarano fermamente la propria linea di pensiero. La gerarchia delle fonti è una cosa seria. L'onestà intellettuale anche. (AM)

7 commenti:

  1. Mi spiace per voi, ma Hancock nell' Enigma di Marte scrive:

    La nostra impressione, dunque, è che Cydonia sia effettivamente una specie di
    «segnale», non nel senso di un comunicato radiofonico rivolto all’intero universo, ma
    un avvertimento molto preciso sulla direzione da prendere, un messaggio rivolto
    unicamente all’umanità.
    Tuttavia dobbiamo essere in grado di ricevere il messaggio.
    Dobbiamo poter guardare Marte da vicino, il che implica alta tecnologia. Ma
    dobbiamo anche avere l’intelligenza e l’apertura mentale, l’intuizione e l’umiltà
    spirituale di accettare che persino un pianeta morto possa parlarci.
    In breve, l’umanità deve esser messa in condizione di poter vedere Cydonia, di capire
    che cos’è e di agire in base a ciò che dice.
    Chi potrebbe aver inventato un simile messaggio? E come può esser riuscito a
    esprimerlo in un «codice architettonico-geometrico» così particolare che lo si sarebbe
    ritrovato molto tempo dopo sulla Terra nelle piramidi e nella Sfinge di Giza e in altri
    siti terrestri come Stonehenge e Teotihuacàn?
    Coloro che costruirono Cydonia seppero anche esercitare un influsso sulle più antiche
    civiltà terrestri? Vi furono coinvolti in qualche modo, forse molto tempo prima del
    «Diluvio»? E questo potrebbe spiegare perché sembra esserci una persistente,
    ossessiva «memoria» di Cydonia impressa nello schema del complesso di Giza e
    perché non solo la Sfinge, ma anche la città araba del Cairo che vi si sviluppò attorno
    fu chiamata con nomi che significano «Marte»?

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    Risposte
    1. Si ma è in un contesto ipotetico; e oltretutto non inficia sulla necessità che l'eventuale civiltà di Marte fosse quella prospettata dal tuo amico Biglino, che ti cita in continuazione, perchè non è confermato in senso stretto. L'esperienza aliena non è necessariamente 'creatrice'; forse per i deboli di spirito come Sitchin. A proposito: tu in particolare devi rispondere ad Heiser... Seguo la faccenda con molto interesse.

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    2. Io in particolare a heiser ho risposto ben 2 volte, siete rimasti indietro, come sempre. Se apri un blog di confutazione almeno assicurati di conoscere le fonti che citi. Quando scrivi:
      "Hancock e Bauval non hanno mai ipotizzato provenienze aliene"
      stai falsificando, tanto che adesso hai risposto ' é in contesto ipotetico'. Quindi l' hanno ipotizzato eccome.

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    3. Assolutamente no caro Alessandro: e conosco tutta la risposta tra te e Heiser. Graham Hancock e Robert Bauval non hanno mai fatto quello che afferma il tuo amico e mentore bibliografico Mauro Biglino. La riprova sta in Impronte degli Dèi quando cita entusiasticamente Maria Reiche che smentisce l'origine aliena delle Linee di Nazca, tanto per fare un esempio; oppure quando si parla dei Viracochas come provenienti da Atlantide e non da mondi esterni. L'unica volta in cui si accenna, e lo ripeto, è proprio in L'Enigma di Marte ma che ha un fine escatologico e non dimostrativo dell'esistenza di alieni; oltretutto l'ipotesi, e ripeto, verte sugli alieni e non sugli 'dèi alieni' tanto cari a te, Biglino e buon'anima di Sitchin che sappiamo bene tutti aver travisato le traduzioni dal sumerico e dall'accadico, giudicato dall'assise internazionale per gli studi sulla lingua sumera 'uno non in grado di intendere e di volere'. I Greci, che non erano come Sitchin, tradussero nephilim con γίγαντες poiché non si trattava degli Anunnaki intesi da Sitchin in quanto 'coloro che discesero dal cielo' bensì 'i più grandi sulla terra' anche in senso morale: ecco perché 'giganti'. Personalmente leggo tutto, non solo Sitchin. Dovresti averlo capito. Comunque grazie per gli interventi.

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    4. Tu puoi scrivere quello che vuoi, condendolo da scemenze quali 'il tuo mentore' o 'giudicato dall' assise etc etc' per darti un contegno, ma il problema rimane che tu hai sbagliato. L' ipotesi aliena in hancock c' é. Punto. Risparmiati le brutte figure degli attacchi personali, e non tirare nel discorso cose che non c' enrano. Adieu.

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    5. Alessandro Demontis:

      Lorenzo Verderame, docente di assiriologia dell'università di Roma "La Sapienza", ha dichiarato in proposito:
      « Nel mondo accademico non vi è alcuna considerazione dei lavori di Sitchin ed il suo nome, quale autore di opere pseudo-scientifiche, è pressoché sconosciuto. A prescindere dalla generale chiusura degli ambienti accademici, non esistono lavori di Sitchin che possano ritenersi scientifici, per varie ragioni. Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione di passi e non sull’interpretazione del testo originale.»
      Questo da Wikipedia.
      Che Mauro sia il tuo mentore è dato dal fatto che il sottoscritto, che legge i libri di Biglino, sa che ti cita in continuazione. Ti ripeto e per l'ultima volta: Hancock e Bauval non hanno mai avallato l'ipotesi aliena. Solo chi ha deciso di 'piegare' ai propri fini certa realtà ama stravolgere le cose. Ma ormai l'abbiamo capito tutti e non ci facciano più molto caso. A presto, altro che 'adieu': non cederai mai alla tentazione di replicare sei troppo pieno della tua convinzione. Lo abbiamo visto sulla tua bacheca, sui tuoi libri dati in pasto a Scribd.com, ai commenti sul gruppo di Biglino che porta il nome della sua prima opera (ti ricordi il topic? 'Il Santo Graal dei paleoastronauti'...), a come dileggi 'Il Mulino di Amleto' dimostrando di non averlo neanche letto. A presto Alessandro, a presto...

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  2. SONO L'ALIENO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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