giovedì 12 dicembre 2013
sabato 12 ottobre 2013
Definizione di 'neo-evemerismo'
A.S.P.I.S. - acrostico per Associazione Scientifica per il Progresso Interdisciplinare delle Scienze - è una libera associazione sorta a promozione e difesa dell'Eterodossia credibile, spesso identificata con una 'Ortodossia revisionista' (citaz. da Giorgio Giordano blogger de La Macchina del Tempo - Paleostorie La Macchina del Tempo ) dove si fa riferimento a visioni diverse del passato umano spesso lontane dall'ufficialità.
Al contempo ASPIS è:
'[...] non solo la ricerca, ma anche la difesa della verità da un rumore di fondo mediatico che oggi, specialmente grazie alle nuove tecnologie come internet, troppo spesso rischia di sostituirsi alla realtà dei fatti. La ricerca eterodossa, il desiderio di conoscenza, la chiarezza divulgativa e l’onestà intellettuale costituiscono i quattro punti cardinali dell’Associazione Scientifica per il Progresso Interdisciplinare delle Scienze'
(citaz. da Roberto Bommarito, nota di apertura in homepage su A.S.P.I.S. )
ASPIS sostiene la diatriba versus l'Autore oggetto di polemica su 'Confutatio' poiché 'Confutatio' stessa è co-fondatore dell'Associazione.
L'obiettivo è quello di costruire dei caposaldi riflessivi, anche di frontiera, ma disciplinando le polluzioni incontrollate della fantasia, riportando alle necessarie definizioni scientifiche che sono strutturali tanto all'Ortodossia quanto all'Eterodossia.
La riflessione che segue è di questo tenore.
Di Fabio Marino, volentieri pubblichiamo:
Neoevemerismo - Breve definizione (Fabio Marino per A.S.P.I.S.)
Evemero, chi era costui?
“Evemero da Messina (in gr.: Εὐήμερος, in lat.: Euhemerus; Messina, ca. 330 a.C. – Alessandria d’Egitto, ca. 250 a.C.) è stato un filosofo, storico e scrittore greco antico d’età ellenistica.” (cit.) Detta così, in effetti, sembra quasi di trovarsi davanti davvero al classico Carneade di manzoniana memoria. Invece, il filosofo greco è passato alla storia per una sua sorprendente ipotesi, che non ha mancato di lasciare tracce pesanti nell’evoluzione filosofica, teologica e spirituale dell’Umanità. Il buon Evemero, infatti, con intuizione non necessariamente infelice, teorizzò che gli Dei in quanto tali (cioè Esseri Superiori da cui dipendeva il destino degli Uomini) non esistevano affatto. Essi rappresentavano, secondo lui, il ricordo romanzato di uomini venerabili e potenti, che, nel corso delle generazioni, erano stati divinizzati e resi Dei immortali, ciascuno secondo le proprie capacità umane originali. Evemero espose le sue concezioni filosofico/teologiche nell’opera Ἱερὰ ἀναγραφή (“Hierà anagraphé“, tradotta da Ennio come “Sacra scriptio“), in cui, paradossalmente, di sacro vi è ben poco; l’opera stessa è giunta fino a noi solo in frammenti e per via di tradizione riportata e riadattata nel corso dei secoli. Gran parte di ciò che conosciamo delle sue idee lo dobbiamo a Diodoro Siculo.
Nella “Storia sacra” vi è il racconto di un viaggio immaginario (ampia consuetudine letteraria e didascalica dell’epoca), in cui viene descritta una città ideale (Pancaia Παγχαία- o Panchea), sita in un’isola dell’Oceano Indiano (già noto ai tempi di Alessandro il Grande); questa città, secondo “canoni” classici, è retta attraverso un sistema collettivista, dal quale si dipana poi l’impianto evemerista.
Non male, come intuizione: lo si deve riconoscere. Una interpretazione di tal guisa, razionale e “fredda”, deve essere comunque apprezzata, specialmente se la si inquadra nel contesto storico, pur sempre razionalista e (oserei dire) “pre-scientista” della Grecia del IV-III secolo a.C. Rappresenta di certo, insomma, un vero salto in avanti, se raffrontato alla allora nascente dicotomia fra religiosità e spiritualità spesso a carattere magico e superstizioso da una parte, e un ateismo ante litteram privo di basi antropologiche, dall’altra. In assenza di basi concrete, e basandosi soltanto su un’intuizione a priori, Evemero getta le basi per un sistema che, apparentemente destinato ad essere presto dimenticato, rimase ben vivo, alimentando dispute teoriche a cadenza quasi periodica.
Oggigiorno, tuttavia, l’evemerismo (di cui si può trovare un breve riassunto FINANCO su Wikipedia) non rappresenta più una corrente di rilievo nella filosofia ateo/scientista, che utilizza legittime argomentazioni di altro tipo, non ultime quelle indicate fin dai tempi di Freud, e che attingono a piene mani a constatazioni di tipo analitico. Per correttezza, suggerisco anche la lettura di considerazioni di verso opposto a quelle freudiane, ancorché garbatamente polemiche (e non prive, comunque, di pregio).
Una definizione “datata”, ma corretta, del termine si trova qui, da autorevole fonte. Personalmente, ho iniziato ad individuare con questo termine la tendenza (purtroppo, spesso legata a biechi interessi solo editoriali) a voler “interpretare-senza-interpretare-ma-facendo-finta-che” con una notevole -diciamo…- disinvoltura alcuni famosi testi sacri, in primo luogo la Bibbia. Queste interpretazioni propugnano invariabilmente l’idea (basata sul nulla, nella migliore delle ipotesi) che la Bibbia, specialmente il Pentateuco (i primi 5 libri dell’Antico Testamento, tradizionalmente attribuiti a Mosè), sia non già il Libro Sacro di un popolo e di tre Religioni, ma il resoconto semplicione di semi-barbari primitivi di uno sbarco alieno in grande stile sulla Terra. In altri termini, gli Elohim sarebbero alieni, e YHWH (il Dio degli Ebrei e dei Cristiani) uno di loro, per giunta neppure tanto sveglio e niente affatto perbene. Come si vede, una visione “moderna”, e quindi neo-evemerista, delle ipotesi di Evemero. Nulla di originale, quindi. Con l’aggravante che, in questo caso, non esiste alcun percorso storico-filosofico serio che conduca a simili risibili affermazioni.
Per quel che mi consta, a parte numerosi tentativi nel corso dei secoli presto caduti giustamente nel dimenticatoio, la corrente neo-evemerista iniziò il suo chiassoso e poco credibile percorso negli anni ’60 del Novecento, allorquando il rev. Barry Downing (statunitense, e, come molti suoi conterranei, incline al sensazionalismo: “Absit iniuria verbis“), dottore di ricerca sul rapporto Scienza-Religione all’Università di Edinburgo , scrisse “The Bible and Flying Saucers” (1968, 1997), “passando il concetto” al famoso Erich von Daniken (dei cui errori e plagi parleremo in altra circostanza). A seguire, sulle medesime orme del Reverendo (il quale sosteneva che gli angeli della Bibbia erano in realtà alieni e che furono costoro a parlare a Mosé sul Monte Sinai, monte da cui il Profeta sarebbe salito di un UFO appositamente per ricevere le Tavole della Legge, nonché che Gesù era un extraterrestre mandato sulla Terra per redimere il mondo dai suoi orribili peccati…) si pose il giornalista francese Claude Vorilhon. Ribattezzatosi Rael, quest’ultimo diede forma teologica agli assunti di Downing, creando una vera e propria religione (il Raelismo), che conterebbe circa 40.000 seguaci.
Oggi, sull’onda decisamente acritica di un’adesione ad una visione neo-millenaristica della Religione (segnatamente quella di origine giudeo-cristiana), impazzano i “testi” e gli “articoli” del sig. Mauro Biglino, il quale, in buona sostanza, indirizza la sua “azione scientifica” nel senso di raffazzonate “traduzioni”, non riconosciute da alcuno “al di fuori di lui” e dei suoi seguaci. Basta visitare il sito di Consulenza Ebraica, per leggere della ilarità suscitata dalle fantasiose interpretazioni di questo Autore.
Per quanto riguarda la definizione di “neo-evemerismo”, penso possa bastare. Per quanto riguarda, invece, le fantasie in puro stile “Guerre Stellari” di taluno, ci torneremo. Con un’avvertenza: noi non spariamo mai, né con cannoni, né con altro. Noi ARGOMENTIAMO, se del caso “a contrariis”. Comunque, se qualcuno intende suonare le sue trombe, A.S.P.I.S. ed io suoneremo le nostre campane.
© 2013 dr. Fabio Marino
Al contempo ASPIS è:
'[...] non solo la ricerca, ma anche la difesa della verità da un rumore di fondo mediatico che oggi, specialmente grazie alle nuove tecnologie come internet, troppo spesso rischia di sostituirsi alla realtà dei fatti. La ricerca eterodossa, il desiderio di conoscenza, la chiarezza divulgativa e l’onestà intellettuale costituiscono i quattro punti cardinali dell’Associazione Scientifica per il Progresso Interdisciplinare delle Scienze'
(citaz. da Roberto Bommarito, nota di apertura in homepage su A.S.P.I.S. )
ASPIS sostiene la diatriba versus l'Autore oggetto di polemica su 'Confutatio' poiché 'Confutatio' stessa è co-fondatore dell'Associazione.
L'obiettivo è quello di costruire dei caposaldi riflessivi, anche di frontiera, ma disciplinando le polluzioni incontrollate della fantasia, riportando alle necessarie definizioni scientifiche che sono strutturali tanto all'Ortodossia quanto all'Eterodossia.
La riflessione che segue è di questo tenore.
Di Fabio Marino, volentieri pubblichiamo:
Neoevemerismo - Breve definizione (Fabio Marino per A.S.P.I.S.)
Neoevemerismo – Breve definizione
“Evemero da Messina (in gr.: Εὐήμερος, in lat.: Euhemerus; Messina, ca. 330 a.C. – Alessandria d’Egitto, ca. 250 a.C.) è stato un filosofo, storico e scrittore greco antico d’età ellenistica.” (cit.) Detta così, in effetti, sembra quasi di trovarsi davanti davvero al classico Carneade di manzoniana memoria. Invece, il filosofo greco è passato alla storia per una sua sorprendente ipotesi, che non ha mancato di lasciare tracce pesanti nell’evoluzione filosofica, teologica e spirituale dell’Umanità. Il buon Evemero, infatti, con intuizione non necessariamente infelice, teorizzò che gli Dei in quanto tali (cioè Esseri Superiori da cui dipendeva il destino degli Uomini) non esistevano affatto. Essi rappresentavano, secondo lui, il ricordo romanzato di uomini venerabili e potenti, che, nel corso delle generazioni, erano stati divinizzati e resi Dei immortali, ciascuno secondo le proprie capacità umane originali. Evemero espose le sue concezioni filosofico/teologiche nell’opera Ἱερὰ ἀναγραφή (“Hierà anagraphé“, tradotta da Ennio come “Sacra scriptio“), in cui, paradossalmente, di sacro vi è ben poco; l’opera stessa è giunta fino a noi solo in frammenti e per via di tradizione riportata e riadattata nel corso dei secoli. Gran parte di ciò che conosciamo delle sue idee lo dobbiamo a Diodoro Siculo.
Nella “Storia sacra” vi è il racconto di un viaggio immaginario (ampia consuetudine letteraria e didascalica dell’epoca), in cui viene descritta una città ideale (Pancaia Παγχαία- o Panchea), sita in un’isola dell’Oceano Indiano (già noto ai tempi di Alessandro il Grande); questa città, secondo “canoni” classici, è retta attraverso un sistema collettivista, dal quale si dipana poi l’impianto evemerista.
Non male, come intuizione: lo si deve riconoscere. Una interpretazione di tal guisa, razionale e “fredda”, deve essere comunque apprezzata, specialmente se la si inquadra nel contesto storico, pur sempre razionalista e (oserei dire) “pre-scientista” della Grecia del IV-III secolo a.C. Rappresenta di certo, insomma, un vero salto in avanti, se raffrontato alla allora nascente dicotomia fra religiosità e spiritualità spesso a carattere magico e superstizioso da una parte, e un ateismo ante litteram privo di basi antropologiche, dall’altra. In assenza di basi concrete, e basandosi soltanto su un’intuizione a priori, Evemero getta le basi per un sistema che, apparentemente destinato ad essere presto dimenticato, rimase ben vivo, alimentando dispute teoriche a cadenza quasi periodica.
Oggigiorno, tuttavia, l’evemerismo (di cui si può trovare un breve riassunto FINANCO su Wikipedia) non rappresenta più una corrente di rilievo nella filosofia ateo/scientista, che utilizza legittime argomentazioni di altro tipo, non ultime quelle indicate fin dai tempi di Freud, e che attingono a piene mani a constatazioni di tipo analitico. Per correttezza, suggerisco anche la lettura di considerazioni di verso opposto a quelle freudiane, ancorché garbatamente polemiche (e non prive, comunque, di pregio).
Una definizione “datata”, ma corretta, del termine si trova qui, da autorevole fonte. Personalmente, ho iniziato ad individuare con questo termine la tendenza (purtroppo, spesso legata a biechi interessi solo editoriali) a voler “interpretare-senza-interpretare-ma-facendo-finta-che” con una notevole -diciamo…- disinvoltura alcuni famosi testi sacri, in primo luogo la Bibbia. Queste interpretazioni propugnano invariabilmente l’idea (basata sul nulla, nella migliore delle ipotesi) che la Bibbia, specialmente il Pentateuco (i primi 5 libri dell’Antico Testamento, tradizionalmente attribuiti a Mosè), sia non già il Libro Sacro di un popolo e di tre Religioni, ma il resoconto semplicione di semi-barbari primitivi di uno sbarco alieno in grande stile sulla Terra. In altri termini, gli Elohim sarebbero alieni, e YHWH (il Dio degli Ebrei e dei Cristiani) uno di loro, per giunta neppure tanto sveglio e niente affatto perbene. Come si vede, una visione “moderna”, e quindi neo-evemerista, delle ipotesi di Evemero. Nulla di originale, quindi. Con l’aggravante che, in questo caso, non esiste alcun percorso storico-filosofico serio che conduca a simili risibili affermazioni.
Per quel che mi consta, a parte numerosi tentativi nel corso dei secoli presto caduti giustamente nel dimenticatoio, la corrente neo-evemerista iniziò il suo chiassoso e poco credibile percorso negli anni ’60 del Novecento, allorquando il rev. Barry Downing (statunitense, e, come molti suoi conterranei, incline al sensazionalismo: “Absit iniuria verbis“), dottore di ricerca sul rapporto Scienza-Religione all’Università di Edinburgo , scrisse “The Bible and Flying Saucers” (1968, 1997), “passando il concetto” al famoso Erich von Daniken (dei cui errori e plagi parleremo in altra circostanza). A seguire, sulle medesime orme del Reverendo (il quale sosteneva che gli angeli della Bibbia erano in realtà alieni e che furono costoro a parlare a Mosé sul Monte Sinai, monte da cui il Profeta sarebbe salito di un UFO appositamente per ricevere le Tavole della Legge, nonché che Gesù era un extraterrestre mandato sulla Terra per redimere il mondo dai suoi orribili peccati…) si pose il giornalista francese Claude Vorilhon. Ribattezzatosi Rael, quest’ultimo diede forma teologica agli assunti di Downing, creando una vera e propria religione (il Raelismo), che conterebbe circa 40.000 seguaci.
Oggi, sull’onda decisamente acritica di un’adesione ad una visione neo-millenaristica della Religione (segnatamente quella di origine giudeo-cristiana), impazzano i “testi” e gli “articoli” del sig. Mauro Biglino, il quale, in buona sostanza, indirizza la sua “azione scientifica” nel senso di raffazzonate “traduzioni”, non riconosciute da alcuno “al di fuori di lui” e dei suoi seguaci. Basta visitare il sito di Consulenza Ebraica, per leggere della ilarità suscitata dalle fantasiose interpretazioni di questo Autore.
Per quanto riguarda la definizione di “neo-evemerismo”, penso possa bastare. Per quanto riguarda, invece, le fantasie in puro stile “Guerre Stellari” di taluno, ci torneremo. Con un’avvertenza: noi non spariamo mai, né con cannoni, né con altro. Noi ARGOMENTIAMO, se del caso “a contrariis”. Comunque, se qualcuno intende suonare le sue trombe, A.S.P.I.S. ed io suoneremo le nostre campane.
© 2013 dr. Fabio Marino
giovedì 10 ottobre 2013
Il sacrificio dei sacrifici
di
Niccolò Bisconti, laureato all’Università di Siena in Scienze dei Beni
Archeologici ad Indirizzo Professionalizzante ora è iscritto alla laurea
Magistrale in Archeologia presso la medesima università. Dal 2008 ha eseguito
numerosi scavi e ricognizioni sulla Civiltà Etrusca a Populonia, nel Golfo di
Baratti, nel comune di S.Vincenzo (Livorno). Nell’ambito dell’archeologia dei
paesaggi ha svolto il progetto di “Valorizzazione del paesaggio urbano e rurale
di Abbadia San Salvatore (Siena)”, dove è tuttora impegnato per il recupero dei
beni archeologici locali. Dal 2012 collabora con il progetto universitario SB
Research Group (SBRG) con il quale ha pubblicato alcuni articoli di ricerca e
studio in particolare nel campo dell’archeoacustica
Volentieri pubblichiamo.
http://www.losai.eu
Sono molte le domande che si potrebbero fare dopo questa assurda interpretazione dei sacrifici; ma lascio ai seguaci di Biglino il compito di rivolgergli le dovute questioni o dubbi.
- oblazioni di cibo: comprende le offerte in generi alimentari come i cereali, e il suo significato è di riconoscenza a Dio (Levitico 2:1-6)
“[...] Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione di passi e non sull’interpretazione del testo originale”
sostituissimo Sitchin con Biglino, il risultato non cambierebbe. Abbiamo due scrittori dotati senz’altro di grande fantasia, ma del tutto privi di scientificità.
Volentieri pubblichiamo.
http://www.losai.eu
LE INTERPRETAZIONI DEI SACRIFICI BIBLICI
SECONDO MAURO BIGLINO SONO ATTENDIBILI?
Nell’articolo precedente consultabile al
link
sono state sintetizzate le incongruenze più grandi delle
interpretazioni di Biglino fatte sulla Bibbia; per gli approfondimenti sulle
questioni traduttive, linguistiche e filologiche rimando ai forum
specializzati.
Abbiamo visto nel primo
contributo che molto di ciò che scrive Biglino sulla Bibbia è infondato oppure
assomiglia troppo a fantateorie recenti (Erich von Daniken, Barry Downing, Rael
ecc.). Non deve essere la scienza a smentire Biglino, bensì dovrebbe essere
egli stesso a dimostrare la fondatezza delle sue scoperte.
Come ho già detto in altre sedi, i miei brevi e modesti articoli non hanno lo scopo di smontare niente visto che l'ipotesi di Biglino non ha alcuna base scientifica. Quello che sto cercando di fare, con nemmeno troppi sforzi, è di invitare alla riflessione; sarà poi il lettore a decidere se approfondire oppure continuare a credere al “Sitchin italiano”.
Come ho già detto in altre sedi, i miei brevi e modesti articoli non hanno lo scopo di smontare niente visto che l'ipotesi di Biglino non ha alcuna base scientifica. Quello che sto cercando di fare, con nemmeno troppi sforzi, è di invitare alla riflessione; sarà poi il lettore a decidere se approfondire oppure continuare a credere al “Sitchin italiano”.
Nel
video GLI ELOHIM E LA CARNE BRUCIATA http://www.youtube.com/watch?v=-6iUqO3fpm4
Mauro Biglino dimostra di non avere la benchè minima conoscenza di tutto ciò
che gravita intorno al complesso e variegato mondo dei sacrifici nei riti
religiosi.
Essendo impossibile elencare tutti i nomi degli studiosi di
questo ambito per dovere citerò solo quelli più importanti: Wilhelm Schmidt,
Angelo Brelich, Walter Burkert, fino poi arrivare ai più famosi Émile Durkheim, Marcel Mauss, Edward Burnett Tylor.
Riguardo invece all’analisi dei sacrifici di cui parla la
Bibbia consiglio i libri di: Julius Wellhusen in Prolegomeni alla storia di Israele nel XIX secolo, Animal sacrifice in
ancient Greek religion, judaism, and christianity, di Maria-Zoe Petropoulou e, per una ricognizione generale, Sacrifice in
religious experience di Albert I.
Baumgarten.
Riassumerò in breve il pensiero di Biglino sul significato
dei sacrifici nella Bibbia, in particolare di quelli trattati nel Levitico 1-7.
Egli sostiene che gli “Elohim (esseri
alieni in carne ed ossa) amavano annusare
degli odori particolari”, o meglio ancora “calmanti”; per questo motivo
chiesero al popolo di Israele di eseguire determinati sacrifici. Uno degli
odori più richiesti agli israeliti era l’odore della “carne alla griglia”; tuttavia in altre occasioni essi richiedevano
altri particolari aromi (tutto ciò potrete visionarlo nel link del video su
citato).
Biglino continua spiegando con estrema serietà che la
teologia e gli stessi ebrei, interrogandosi sul senso del sacrificio, abbiano poi dato delle interpretazioni di carattere
spirituale e/o religioso in seguito.
Con estrema convinzione Mauro Biglino svela poi il significato
dei sacrifici: dopo le prime esplorazioni dell’uomo nello spazio, si è scoperto
che anche il vuoto cosmico ha un odore particolare che ricorda, per l’appunto, quello
della carne bruciata; applicando il sillogismo, Biglino arriva quindi alla
conclusione che gli Elohim, essendo esseri provenienti dallo spazio molto
probabilmente richiedevano determinati sacrifici bruciati per riprodurre lo stesso odore.
Prima di esporre brevemente cosa sia il sacrificio in
generale e come siano suddivisi quelli biblici, c’è da precisare innanzitutto che
l’odore dello spazio assomiglia sì a una bistecca alla griglia, ma anche ad un
metallo riscaldato; inoltre c’è da aggiungere
che a differenza di quanto riportato da Biglino nel suo video, nello spazio gli
odori non si propagano, ma “accade
che il tessuto della tuta sia superficialmente alterato dopo essere stato
bombardato all' esterno da molecole di ossigeno atomico e radiazioni cosmiche
normalmente presenti”.
Non si capisce come mai Biglino ometta queste due importanti
caratteristiche: forse perché stonanti con le
sue assurde interpretazioni?
Fonte
originale
Sono molte le domande che si potrebbero fare dopo questa assurda interpretazione dei sacrifici; ma lascio ai seguaci di Biglino il compito di rivolgergli le dovute questioni o dubbi.
Una piccola riflessione vorrei però condividerla con il lettore: perchè degli esseri alieni capaci
di viaggiare nello spazio, ed avere automaticamente tecnologie incredibili
hanno chiesto agli umani di fare dei barbecue? Non era più semplice riprodurre
“l’odore spaziale” nei loro laboratori? E ancora, come si disponevano intorno
all’olocausto per annusare gli odori del sacrificio?
Ad immaginare la scena vien da ridere, ma a pensare che ci siano persone
che credono nelle tesi dell'Autore vien da piangere.
I SACRIFICI BIBLICI
Il sacrificio, (dal
latino sacer+facere, ovvero “rendere sacro”) è un atto rituale diffuso in tutte
le religioni del mondo: il suo significato intrinseco e le modalità di
esecuzione variano molto da culto a culto. Tuttavia nel suo senso generale “sacrificare”
esprime il concetto di porre in relazione il mondo umano con quello divino e/o
spirituale attraverso uno scambio, che si concretizza appunto con l’atto del
sacrificio. Occorre precisare che da un punto di vista terminologico i
sacrifici sono delle offerte.
Come in tutte
le religioni, anche in quella ebraica il sacrificio simboleggia l’atto in cui
l’uomo entra in relazione con Dio, attraverso l’offerta di proprietà che
permettevano la vita fisica di Israele come bovini, caprini, ovini, cereali,
uva ed altri alimenti.
Nei capitoli
1-7 del Levitico, vengono elencate le norme rituali per eseguire i sacrifici e
le offerte, (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lev1-7&formato_rif=vp)
che possono essere sintetizzate in:
- oblazioni di cibo: comprende le offerte in generi alimentari come i cereali, e il suo significato è di riconoscenza a Dio (Levitico 2:1-6)
- olocausti: è un sacrificio di tipo
animale, in cui l’animale viene ucciso, messo sull’altare e bruciato ( Levitico
1:3-17)
- i sacrifici di ringraziamento o comunione;
(Levitico 3:1-17)
- i sacrifici di espiazione per i peccati:
questa tipologia di sacrificio serviva
per i peccati commessi nei confronti di Dio (Levitico 4:1-5:13)
- i sacrifici di riparazione per
le colpe; questo a differenza di quelli di espiazione era per riparare i
peccati commessi verso le persone (Levitico 5:14-6:7)
- i sacrifici votivi o volontari;
( Levitico 7:16,17- 22:21,27- Numeri 6:21- 15- 30:11)
Mauro Biglino, proprio come Sitchin (http://www.sitchiniswrong.com/) utilizza le parti 'utili alla causa', le estrapola
dal loro contesto costruendoci sopra delle teorie decisamente fantascientifiche
onde poi 'pennellarle' come verità. A riprova di ciò basta osservare come
Biglino ometta di parlare di tutte le restanti offerte sopraelencate e del
perché esse venissero richieste da Dio.
Anche nel caso del sacrificio dell’olocausto,
Biglino tralascia volutamente un particolare descrittivo che rende il senso e spiega
questa offerta:
“E poserà la mano sulla testa
dell’olocausto, il quale sarà accetto all’Eterno, per fare espiazione per lui.”
Levitico 1:4
Non si legge da nessuna parte che il Dio di Israele (per Biglino gli Elohim
ovvero, ribadisco, veri e propri esseri in carne ed ossa) chiedesse sacrifici per
bisogni fisiologici; tale interpretazione è una inverosimile e puramente
arbitraria asserzione senza peraltro essere suffragata da riscontri oggettivi.
Leggendo il Levitico dai capitoli 1-7 si comprendono bene i motivi e le finalità dei sacrifici. (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lev1-7&formato_rif=vp)
Il Dio di Israele in questi passi si rivolgeva a popoli ancora primitivi: i sacrifici, quindi, rappresentavano l’atto di offrire qualcosa di vitale e importante a Dio, un atto di devozione o di espiazione adattato alla mentalità “immatura” e pagana del tempo.
Leggendo il Levitico dai capitoli 1-7 si comprendono bene i motivi e le finalità dei sacrifici. (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lev1-7&formato_rif=vp)
Il Dio di Israele in questi passi si rivolgeva a popoli ancora primitivi: i sacrifici, quindi, rappresentavano l’atto di offrire qualcosa di vitale e importante a Dio, un atto di devozione o di espiazione adattato alla mentalità “immatura” e pagana del tempo.
Il nuovo Dio si adatta ai vecchi rituali pagani per poi farli scomparire
lentamente in un processo di “evoluzione intellettiva/spirituale”.
Si comprenderà che il sacrificio è solo un rituale esteriore, ed esso è
privo di senso se non fosse eseguito con il cuore, un pò come un regalo che
facciamo ad una persona magari solo per dovere o apparenza:
“ [...]poiché voglio l'amore e non il
sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.” (Osea 6,6)
In questo passo si evince la comprensione dell’essenza del sacrificio da
parte del profeta, ciò che Dio vuole veramente dall’uomo:
“[...] Mangerò forse la carne dei
tori? Berrò forse il sangue dei
capri?Offri a Dio come sacrificio la lode e
sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno dell'angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria” (Salmo 49)
Altri esempi: 1Sam 15,22 / Is 1,10-17 / Sal 39,7-11.
Biglino, con un atto che somiglia più ad astuzia intellettuale che ad una
effettiva recherche, non tiene conto
di questi passi perché altrimenti collimerebbero con la sua teoria fondata
sugli alieni creatori e colonizzatori.
In tutte le religioni è presente il gesto del sacrificio ed è in
quest’ultimo che vi si ritrova l’essenza della religione. Le interpretazioni di
Biglino riguardo al sacrificio biblico sono più simili ad un 'b-movie' di
fantascienza e il ritenerle vere è un errore poiché nessun documento (tranne
forse i libri dello studioso) ne attesta la validità.
In conclusione se alla frase di Verderame:
“[...] Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione di passi e non sull’interpretazione del testo originale”
sostituissimo Sitchin con Biglino, il risultato non cambierebbe. Abbiamo due scrittori dotati senz’altro di grande fantasia, ma del tutto privi di scientificità.
FONTI:
Baumgarten, A., Sacrifice in religious experience.
D’Agostino,
B., Società
dei vivi, comunità dei morti: un rapporto difficile, Dialoghi d'Archeologia.
Favole, A., Resti di umanità.
Furlani, G., Il Sacrificio nella religione dei Semiti di
Babilonia e Assiria.
Gemeren, W., Evangelical
Dictionary of Theology.
Wellhusen, J., Prolegomeni
alla storia di Israele.
Petropoulou, M.Z,, Animal
sacrifice in ancient Greek religion, judaism, and christianity.
di Niccolò Bisconti, laureato
all’Università di Siena in Scienze dei Beni Archeologici ad Indirizzo
Professionalizzante ora è iscritto alla laurea Magistrale in Archeologia
presso la medesima università. Dal 2008 ha eseguito numerosi scavi e
ricognizioni sulla Civiltà Etrusca a Populonia, nel Golfo di Baratti,
nel comune di S.Vincenzo (Livorno). Nell’ambito dell’archeologia dei
paesaggi ha svolto il progetto di “Valorizzazione del paesaggio urbano e
rurale di Abbadia San Salvatore (Siena)”, dove è tuttora impegnato per
il recupero dei beni archeologici locali. Dal 2012 collabora con il
progetto universitario SB Research Group (SBRG) con il quale ha
pubblicato alcuni articoli di ricerca e studio in particolare nel campo
dell’archeoacustica - See more at:
http://www.losai.eu/sacrifici-biblici-le-interpretazioni-di-mauro-biglino-sono-attendibili/#sthash.Xv1eJdPW.dpuf
di Niccolò Bisconti, laureato
all’Università di Siena in Scienze dei Beni Archeologici ad Indirizzo
Professionalizzante ora è iscritto alla laurea Magistrale in Archeologia
presso la medesima università. Dal 2008 ha eseguito numerosi scavi e
ricognizioni sulla Civiltà Etrusca a Populonia, nel Golfo di Baratti,
nel comune di S.Vincenzo (Livorno). Nell’ambito dell’archeologia dei
paesaggi ha svolto il progetto di “Valorizzazione del paesaggio urbano e
rurale di Abbadia San Salvatore (Siena)”, dove è tuttora impegnato per
il recupero dei beni archeologici locali. Dal 2012 collabora con il
progetto universitario SB Research Group (SBRG) con il quale ha
pubblicato alcuni articoli di ricerca e studio in particolare nel campo
dell’archeoacustica - See more at:
http://www.losai.eu/sacrifici-biblici-le-interpretazioni-di-mauro-biglino-sono-attendibili/#sthash.Xv1eJdPW.dpuf
lunedì 7 ottobre 2013
Il Culto dei Cargo: citazioni supportate da fonti inattendibili e scienziati inesistenti
Il mio consiglio è di seguire attentamente il video.
Spero davvero che l'Autore in questione su Confutatio ci smentisca per non rimanere, nuovamente, basiti come nel caso del razzo egizio riportato nella prima Opera e rivelatosi poi una bufala in photoshop non preventivamente verificata.
Di seguito:
Spero davvero che l'Autore in questione su Confutatio ci smentisca per non rimanere, nuovamente, basiti come nel caso del razzo egizio riportato nella prima Opera e rivelatosi poi una bufala in photoshop non preventivamente verificata.
Di seguito:
martedì 1 ottobre 2013
Dovuta precisazione
Sono stato costretto a cancellare il topic 'Nuove Voci si Levano' che comunque trovate al seguente indirizzo:
http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2013/08/niccolobisconti/#comment-24120
poiché redatto da un certo Niccolò Bisconti che, aldilà delle lecite considerazioni sul lavoro dell'Autore confutato su questo blog, ha realizzato il proprio articolo prendendo qua e là considerazioni precedenti di collaboratori come Il Cecca, Fabio Marino e anche il sottoscritto.
Pertanto, pur considerando sempre un vantaggio far girare le riflessioni, è necessario che queste - qualora non proprie - siano accompagnate da citazioni e riferimenti chiari.
Grazie e perdonate la cassazione del post ma si è resa necessaria per la serietà che contraddistingue 'Confutatio'.
http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2013/08/niccolobisconti/#comment-24120
poiché redatto da un certo Niccolò Bisconti che, aldilà delle lecite considerazioni sul lavoro dell'Autore confutato su questo blog, ha realizzato il proprio articolo prendendo qua e là considerazioni precedenti di collaboratori come Il Cecca, Fabio Marino e anche il sottoscritto.
Pertanto, pur considerando sempre un vantaggio far girare le riflessioni, è necessario che queste - qualora non proprie - siano accompagnate da citazioni e riferimenti chiari.
Grazie e perdonate la cassazione del post ma si è resa necessaria per la serietà che contraddistingue 'Confutatio'.
martedì 23 luglio 2013
Con che diritto e a quale titolo?
Leggiamo interessanti polemiche versus l'Autore Mauro Biglino incentrate su tematiche morali, tentativo di arginare il dilagare agnostico tipico di certa tendenza.
Si levano domande del genere 'ma come si permette?', in soldoni.
'Confutatio' indica la strada per un contrasto efficace: inchiodare l'Autore sulle affermazioni traduttive e sulle capacità letterarie, non ultime grammaticali, inerenti il lavoro di traduzione della Torah e di altre partizioni.
Non solo: evidenziare le contraddizioni storico-archeologiche all'interno dei suoi prodotti editoriali più che altro, l'impressione di chi li ha letti, basati sullo 'strillo' di giornalistica memoria piuttosto che di effettiva Recherche.
'Anathema sit!'.
Non funziona così, il consiglio è di interpellare 'Confutatio'.
Si levano domande del genere 'ma come si permette?', in soldoni.
'Confutatio' indica la strada per un contrasto efficace: inchiodare l'Autore sulle affermazioni traduttive e sulle capacità letterarie, non ultime grammaticali, inerenti il lavoro di traduzione della Torah e di altre partizioni.
Non solo: evidenziare le contraddizioni storico-archeologiche all'interno dei suoi prodotti editoriali più che altro, l'impressione di chi li ha letti, basati sullo 'strillo' di giornalistica memoria piuttosto che di effettiva Recherche.
'Anathema sit!'.
Non funziona così, il consiglio è di interpellare 'Confutatio'.
venerdì 19 luglio 2013
Dovuta dissociazione
http://www.youtube.com/channel/UCtDbgLZquL2m1-l3xBkqTYA
Ho visto questo broadcast su YouTube che spesso pone nei suoi video immagini e citazioni di 'Confutatio'.
Dato l'approccio ad personam nei confronti di Mauro Biglino e non versus l'ipotesi, aspetto core di 'Confutatio'
mi dissocio completamente dalle modalità critiche di questo Account (Incoscienza Umana) e da quanto affermato che è e rimane una propria visione esclusiva.
La critica, la diatriba sono un diritto.
Ma il dovere della critica è preservare la persona e la sua dignità, aldilà delle contrapposizioni ideologiche.
Archeomisterica Eterodossa - AM - 'Confutatio'
Ho visto questo broadcast su YouTube che spesso pone nei suoi video immagini e citazioni di 'Confutatio'.
Dato l'approccio ad personam nei confronti di Mauro Biglino e non versus l'ipotesi, aspetto core di 'Confutatio'
mi dissocio completamente dalle modalità critiche di questo Account (Incoscienza Umana) e da quanto affermato che è e rimane una propria visione esclusiva.
La critica, la diatriba sono un diritto.
Ma il dovere della critica è preservare la persona e la sua dignità, aldilà delle contrapposizioni ideologiche.
Archeomisterica Eterodossa - AM - 'Confutatio'
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