di
Niccolò Bisconti, laureato all’Università di Siena in Scienze dei Beni
Archeologici ad Indirizzo Professionalizzante ora è iscritto alla laurea
Magistrale in Archeologia presso la medesima università. Dal 2008 ha eseguito
numerosi scavi e ricognizioni sulla Civiltà Etrusca a Populonia, nel Golfo di
Baratti, nel comune di S.Vincenzo (Livorno). Nell’ambito dell’archeologia dei
paesaggi ha svolto il progetto di “Valorizzazione del paesaggio urbano e rurale
di Abbadia San Salvatore (Siena)”, dove è tuttora impegnato per il recupero dei
beni archeologici locali. Dal 2012 collabora con il progetto universitario SB
Research Group (SBRG) con il quale ha pubblicato alcuni articoli di ricerca e
studio in particolare nel campo dell’archeoacustica
Volentieri pubblichiamo.
http://www.losai.eu
LE INTERPRETAZIONI DEI SACRIFICI BIBLICI
SECONDO MAURO BIGLINO SONO ATTENDIBILI?
Nell’articolo precedente consultabile al
link
sono state sintetizzate le incongruenze più grandi delle
interpretazioni di Biglino fatte sulla Bibbia; per gli approfondimenti sulle
questioni traduttive, linguistiche e filologiche rimando ai forum
specializzati.
Abbiamo visto nel primo
contributo che molto di ciò che scrive Biglino sulla Bibbia è infondato oppure
assomiglia troppo a fantateorie recenti (Erich von Daniken, Barry Downing, Rael
ecc.). Non deve essere la scienza a smentire Biglino, bensì dovrebbe essere
egli stesso a dimostrare la fondatezza delle sue scoperte.
Come ho già detto in altre sedi, i miei brevi e modesti articoli non hanno lo
scopo di smontare niente visto che l'ipotesi di Biglino non ha alcuna base
scientifica. Quello che sto cercando di fare, con nemmeno troppi sforzi, è di
invitare alla riflessione; sarà poi il lettore a decidere se approfondire
oppure continuare a credere al “Sitchin italiano”.
Nel
video GLI ELOHIM E LA CARNE BRUCIATA http://www.youtube.com/watch?v=-6iUqO3fpm4
Mauro Biglino dimostra di non avere la benchè minima conoscenza di tutto ciò
che gravita intorno al complesso e variegato mondo dei sacrifici nei riti
religiosi.
Riassumerò in breve il pensiero di Biglino sul significato
dei sacrifici nella Bibbia, in particolare di quelli trattati nel Levitico 1-7.
Egli sostiene che gli “Elohim (esseri
alieni in carne ed ossa) amavano annusare
degli odori particolari”, o meglio ancora “calmanti”; per questo motivo
chiesero al popolo di Israele di eseguire determinati sacrifici. Uno degli
odori più richiesti agli israeliti era l’odore della “carne alla griglia”; tuttavia in altre occasioni essi richiedevano
altri particolari aromi (tutto ciò potrete visionarlo nel link del video su
citato).
Biglino continua spiegando con estrema serietà che la
teologia e gli stessi ebrei, interrogandosi sul senso del sacrificio, abbiano poi dato delle interpretazioni di carattere
spirituale e/o religioso in seguito.
Con estrema convinzione Mauro Biglino svela poi il significato
dei sacrifici: dopo le prime esplorazioni dell’uomo nello spazio, si è scoperto
che anche il vuoto cosmico ha un odore particolare che ricorda, per l’appunto, quello
della carne bruciata; applicando il sillogismo, Biglino arriva quindi alla
conclusione che gli Elohim, essendo esseri provenienti dallo spazio molto
probabilmente richiedevano determinati sacrifici bruciati per riprodurre lo stesso odore.
Prima di esporre brevemente cosa sia il sacrificio in
generale e come siano suddivisi quelli biblici, c’è da precisare innanzitutto che
l’odore dello spazio assomiglia sì a una bistecca alla griglia, ma anche ad un
metallo riscaldato; inoltre c’è da aggiungere
che a differenza di quanto riportato da Biglino nel suo video, nello spazio gli
odori non si propagano, ma “accade
che il tessuto della tuta sia superficialmente alterato dopo essere stato
bombardato all' esterno da molecole di ossigeno atomico e radiazioni cosmiche
normalmente presenti”.
Non si capisce come mai Biglino ometta queste due importanti
caratteristiche: forse perché stonanti con le
sue assurde interpretazioni?
Fonte
originale
Sono molte le domande che si potrebbero fare dopo questa assurda
interpretazione dei sacrifici; ma lascio ai seguaci di Biglino il compito di
rivolgergli le dovute questioni o dubbi.
Una piccola riflessione vorrei però condividerla con il lettore: perchè degli esseri alieni capaci
di viaggiare nello spazio, ed avere automaticamente tecnologie incredibili
hanno chiesto agli umani di fare dei barbecue? Non era più semplice riprodurre
“l’odore spaziale” nei loro laboratori? E ancora, come si disponevano intorno
all’olocausto per annusare gli odori del sacrificio?
Ad immaginare la scena vien da ridere, ma a pensare che ci siano persone
che credono nelle tesi dell'Autore vien da piangere.
I SACRIFICI BIBLICI
Il sacrificio, (dal
latino sacer+facere, ovvero “rendere sacro”) è un atto rituale diffuso in tutte
le religioni del mondo: il suo significato intrinseco e le modalità di
esecuzione variano molto da culto a culto. Tuttavia nel suo senso generale “sacrificare”
esprime il concetto di porre in relazione il mondo umano con quello divino e/o
spirituale attraverso uno scambio, che si concretizza appunto con l’atto del
sacrificio. Occorre precisare che da un punto di vista terminologico i
sacrifici sono delle offerte.
Come in tutte
le religioni, anche in quella ebraica il sacrificio simboleggia l’atto in cui
l’uomo entra in relazione con Dio, attraverso l’offerta di proprietà che
permettevano la vita fisica di Israele come bovini, caprini, ovini, cereali,
uva ed altri alimenti.
- oblazioni di cibo: comprende le offerte
in generi alimentari come i cereali, e il suo significato è di riconoscenza a
Dio (Levitico 2:1-6)
- olocausti: è un sacrificio di tipo
animale, in cui l’animale viene ucciso, messo sull’altare e bruciato ( Levitico
1:3-17)
- i sacrifici di ringraziamento o comunione;
(Levitico 3:1-17)
- i sacrifici di espiazione per i peccati:
questa tipologia di sacrificio serviva
per i peccati commessi nei confronti di Dio (Levitico 4:1-5:13)
- i sacrifici di riparazione per
le colpe; questo a differenza di quelli di espiazione era per riparare i
peccati commessi verso le persone (Levitico 5:14-6:7)
- i sacrifici votivi o volontari;
( Levitico 7:16,17- 22:21,27- Numeri 6:21- 15- 30:11)
Mauro Biglino, proprio come Sitchin (http://www.sitchiniswrong.com/) utilizza le parti 'utili alla causa', le estrapola
dal loro contesto costruendoci sopra delle teorie decisamente fantascientifiche
onde poi 'pennellarle' come verità. A riprova di ciò basta osservare come
Biglino ometta di parlare di tutte le restanti offerte sopraelencate e del
perché esse venissero richieste da Dio.
Anche nel caso del sacrificio dell’olocausto,
Biglino tralascia volutamente un particolare descrittivo che rende il senso e spiega
questa offerta:
“E poserà la mano sulla testa
dell’olocausto, il quale sarà accetto all’Eterno, per fare espiazione per lui.”
Levitico 1:4
Non si legge da nessuna parte che il Dio di Israele (per Biglino gli Elohim
ovvero, ribadisco, veri e propri esseri in carne ed ossa) chiedesse sacrifici per
bisogni fisiologici; tale interpretazione è una inverosimile e puramente
arbitraria asserzione senza peraltro essere suffragata da riscontri oggettivi.
Leggendo il Levitico dai capitoli 1-7 si comprendono bene i motivi e le
finalità dei sacrifici. (http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Lev1-7&formato_rif=vp)
Il Dio di Israele in questi passi si rivolgeva a popoli ancora primitivi: i
sacrifici, quindi, rappresentavano l’atto di offrire qualcosa di vitale e
importante a Dio, un atto di devozione o di espiazione adattato alla mentalità “immatura”
e pagana del tempo.
Il nuovo Dio si adatta ai vecchi rituali pagani per poi farli scomparire
lentamente in un processo di “evoluzione intellettiva/spirituale”.
Si comprenderà che il sacrificio è solo un rituale esteriore, ed esso è
privo di senso se non fosse eseguito con il cuore, un pò come un regalo che
facciamo ad una persona magari solo per dovere o apparenza:
“ [...]poiché voglio l'amore e non il
sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.” (Osea 6,6)
In questo passo si evince la comprensione dell’essenza del sacrificio da
parte del profeta, ciò che Dio vuole veramente dall’uomo:
“[...] Mangerò forse la carne dei
tori? Berrò forse il sangue dei
capri?Offri a Dio come sacrificio la lode e
sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno dell'angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria” (Salmo 49)
Altri esempi: 1Sam 15,22 / Is 1,10-17 / Sal 39,7-11.
Biglino, con un atto che somiglia più ad astuzia intellettuale che ad una
effettiva recherche, non tiene conto
di questi passi perché altrimenti collimerebbero con la sua teoria fondata
sugli alieni creatori e colonizzatori.
In tutte le religioni è presente il gesto del sacrificio ed è in
quest’ultimo che vi si ritrova l’essenza della religione. Le interpretazioni di
Biglino riguardo al sacrificio biblico sono più simili ad un 'b-movie' di
fantascienza e il ritenerle vere è un errore poiché nessun documento (tranne
forse i libri dello studioso) ne attesta la validità.
In conclusione se alla frase di Verderame:
“[...] Sitchin, come altri autori del genere, costruisce
le sue teorie sulla traduzione di passi e non sull’interpretazione del testo
originale”
sostituissimo
Sitchin con Biglino, il risultato non cambierebbe. Abbiamo due scrittori dotati
senz’altro di grande fantasia, ma del tutto privi di scientificità.
FONTI:
Baumgarten, A., Sacrifice in religious experience.
D’Agostino,
B., Società
dei vivi, comunità dei morti: un rapporto difficile, Dialoghi d'Archeologia.
Favole, A., Resti di umanità.
Furlani, G., Il Sacrificio nella religione dei Semiti di
Babilonia e Assiria.
Gemeren, W., Evangelical
Dictionary of Theology.
Wellhusen, J., Prolegomeni
alla storia di Israele.
di Niccolò Bisconti, laureato
all’Università di Siena in Scienze dei Beni Archeologici ad Indirizzo
Professionalizzante ora è iscritto alla laurea Magistrale in Archeologia
presso la medesima università. Dal 2008 ha eseguito numerosi scavi e
ricognizioni sulla Civiltà Etrusca a Populonia, nel Golfo di Baratti,
nel comune di S.Vincenzo (Livorno). Nell’ambito dell’archeologia dei
paesaggi ha svolto il progetto di “Valorizzazione del paesaggio urbano e
rurale di Abbadia San Salvatore (Siena)”, dove è tuttora impegnato per
il recupero dei beni archeologici locali. Dal 2012 collabora con il
progetto universitario SB Research Group (SBRG) con il quale ha
pubblicato alcuni articoli di ricerca e studio in particolare nel campo
dell’archeoacustica - See more at:
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di Niccolò Bisconti, laureato
all’Università di Siena in Scienze dei Beni Archeologici ad Indirizzo
Professionalizzante ora è iscritto alla laurea Magistrale in Archeologia
presso la medesima università. Dal 2008 ha eseguito numerosi scavi e
ricognizioni sulla Civiltà Etrusca a Populonia, nel Golfo di Baratti,
nel comune di S.Vincenzo (Livorno). Nell’ambito dell’archeologia dei
paesaggi ha svolto il progetto di “Valorizzazione del paesaggio urbano e
rurale di Abbadia San Salvatore (Siena)”, dove è tuttora impegnato per
il recupero dei beni archeologici locali. Dal 2012 collabora con il
progetto universitario SB Research Group (SBRG) con il quale ha
pubblicato alcuni articoli di ricerca e studio in particolare nel campo
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